Proposta di un fisco più equo per un programma di sinistra

Nelle società sviluppate dell’occidente, sempre di più si va rafforzando una tendenza alla divaricazione tra la ricchezza di pochi e l’appiattimento verso il basso dei redditi, anche di chi apparteneva a quello che si definiva ceto medio.
I ceti popolari, sono sospinti verso situazioni di vera e propria povertà. Nella attuale situazione, nel bel mezzo di una pandemia, si cerca di contrastare la povertà con sussidi, contributi e aiuti finanziati ricorrendo all’indebitamento. Misure straordinarie, per tempi straordinari.
Ma bisogna pensare come affrontare il problema, nel ritorno ad una situazione di normalità.
“Chi ha niente, paghi niente! Chi ha poco, paghi poco! Chi ha molto, paghi molto!” (Enrico Berlinguer).
La tassazione progressiva, rappresenta uno degli strumenti fondamentali per affermare una equità sociale e nel contempo fornire allo stato i mezzi necessari per il suo efficiente funzionamento e il sostegno alle sue politiche. Ma la tassazione progressiva, è stata continuamente attaccata e dove non è stata abolita è stata attenuata al punto che sono più i poveri, i dipendenti, i pensionati, i ceti medi a sostenere il carico fiscale che non i ceti ricchi.
Proposta. La sinistra, stabilito una fascia di reddito esente, (per esempio € 20.000), faccia propria la scelta di un rafforzamento della progressività dell’imposta sui redditi personali.
Proposta. La sinistra si batta per una tassa progressiva, annuale, sull’eredità. Anche in questo caso, si tenga conto di una soglia di esenzione. Ma chi eredita un patrimonio importante è giusto che si faccia carico più degli altri di contribuire al bilancio dello Stato.
Proposta. La sinistra si batta perché le rendite, i redditi da capitale, e qualsiasi altro provende non da lavoro siano tassati con l’aliquota massima prevista.

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